Municipio VI – A Colle Monfortani parte il progetto dell’Operatore del Decoro Urbano

Michele Di Michele da mesi tenta di coinvolgere il Municipio e l’Ama in una progettualità molto semplice, finalizzata al decoro urbano. Puntualmente, tuttavia, il Municipio non risponde

Michele Di Michele, Segretario dell’associazione AlternaVita di Prato Fiorito, ha deciso di rimboccarsi le maniche e smettere di guardare ai problemi. Ha infatti trovato un’ottima soluzione, sovrapponendo due problemi e facendoli interagire annullandosi. Partiamo con ordine.

Primo problema: le strade di Roma, i parchi, gli spazi pubblici sono un disastro di sporcizia. Secondo problema: solo nel Municipio VI ci sono circa 15 centri di accoglienza di richiedenti asilo che sono mantenuti dalle tasse italiane. Due problemi che nulla hanno a che vedere tra loro, eppure ecco l’idea: “Invece di farli stare nei centri a non fare nulla – spiega il Segretario di AlternaVita – Li portiamo sulla strada a lavorare e a guadagnarsi quella stessa cifra che prenderebbero comunque senza fare nulla”.

Un’idea perfetta sotto il profilo ambientale e sociale, i classici due piccioni con una sola fava. Non solo, è stata prevista anche una formazione sulla sicurezza sui posti di lavoro e la dotazione di adeguati strumenti. Nulla è stato lasciato al caso. L’unico impedimento è stato rappresentato però dal Municipio. La maggioranza ha detto di apprezzare il progetto ma poi si è girata dall’altra parte. E dopo mesi di insistenza Michele è rimasto solo.

Il 22 dicembre ha deciso di farlo ugualmente. Attraverso un protocollo d’intesa tra Prefettura e Ministero degli Interni ha potuto prendere tre ragazzi dello Sprar (Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) e un pensionato italiano. Nel protocollo è scritto che i richiedenti asilo “devono” fare opere di volontariato, se vogliono inserirsi in un contesto sociale. Alhaaji Fatti, ragazzo del Gambia che parla correntemente 4 lingue e che sta facendo il corso da mediatore culturale, ha aiutato Michele Di Michele a selezionare quindi gli altri ragazzi. Insieme hanno coordinato, da settembre, tutto il necessario per la riuscita della Giornata Ecologica. Ai quattro è stata così garantita la formazione lavorativa e la giornata retribuita a titolo di rimborso spese. Quindi sono andati a Colle Monfortani, alla discarica abusiva di via Romolo Vaselli.

La discarica di Colle Monfortani

Colle Monfortani è divisa in due: la parte “alta” e la parte “bassa”, un po’ come Bergamo. La parte “alta” è sulla Prenestina ed esiste da decenni. La “bassa” è di recente costruzione e si trova su via Romolo Vaselli, senza via di uscita perché chiusa da una discarica

Di discariche abusive Roma ne è piena, ma questa di Colle Monfortani è per certi versi unica. Sì, perché c’è una complicità per certi versi del Municipio. Il piccolo complesso residenziale nasce a ridosso della tenuta Vaselli, oggi proprietà degli eredi. Per realizzarlo fu necessaria, ovviamente una strada per l’ingresso e l’uscita. Questa strada conduce a un prolungamento di via Pecoreccia di Torre Angela che a sua volta si immette sulla Prenestina.

Ecco il problema: sia il prolungamento di via Pecoreccia di Torre Angela che lo sbocco sulla Prenestina sono chiuse. Morale: nessuno può entrare e uscire da Colle Monfortani “basso”. Se non fosse per la piccola servitù di passaggio che gli eredi dei Vaselli avevano concesso ai residenti per permettergli di entrare e uscire di casa. Che paradosso.

Ebbene, tralasciando il fatto che la strada è completa da 5 anni ma che non la prendono in carico né Municipio né Comune, arriviamo alla discarica. Sull’imbocco della Prenestina ci sono dei new Jersey, quelle barriere di cemento che servono a delimitare le aree perlopiù di cantiere. Dietro alle barriere, sulla strada “non strada” che nessuno vuole, è sorta una bella discarica.

Un ottimo inizio per il progetto dell’Operatore del Decoro Urbano.

La Giornata Ecologica

L’avvio della giornata è sconfortante. L’immondizia è ovunque, l’intera strada è invasa di rifiuti. Frigoriferi, preservativi, bottiglie di vetro e plastica, materassi, sacchi neri. Non manca nulla. I ragazzi, coordinati dal pensionato italiano, hanno quindi liberato i passaggi pedonali e differenziato l’immondizia per quanto possibile.

Sono stati fatti dei mucchi e Di Michele ha chiesto ai ragazzi di creare una “barriera” con quegli stessi rifiuti, per impedire ulteriori scarichi nell’area. In particolare con i sacchetti di calcinacci le cassette dell’ortofrutta, riutilizzabili e che Ama dovrebbe poter passare a prendere.

La Giornata Ecologica, infatti, prevedeva nel progetto la partecipazione di Municipio e Ama. Invece, come detto, le Istituzioni si sono voltate dall’altra parte. Così la Giornata Ecologica si è trasformata in una dimostrazione di quello che potenzialmente potrebbe fare. Mancando lo squaletto Ama i rifiuti sono rimasti tutti, ma ammucchiati e differenziati. Quello che è mancato è il conferimento, impossibile per privati cittadini.

L’assenza della politica si fa sentire invece quando perlustrando la discarica si fa una “ricca” scoperta. All’interno dei frigoriferi ci sono mucchi e mucchi di carta. In particolare sono mucchi di ricevute del gioco del Lotto, stampate da una stessa ricevitoria. Immaginate un frigorifero, sdraiatelo con il coperchio aperto verso l’altro e riempitelo di carte e ricevute, tutte con la stessa matrice. Se ci fosse stata l’Assessore all’Ambiente Katia Ziantoni avrebbe potuto far partire una segnalazione o un’indagine? Certo che sì. Ma non c’era. Ma soprattutto: la discarica è là da mesi. A prescindere della giornata magari avrebbe potuto andare a “ficcanasare” e fare questa banale scoperta. E magari agire d’ufficio.

Al di là della recinzione, che separa la strada “non strada” dallo spazio privato della tenuta Vaselli, ci sono infine delle riviste stampate per conto di una nota agenzia immobiliare, ancora imballate. Evidentemente hanno incaricato qualcuno di fare un volantinaggio che ha preferito invece andare a gettare il materiale.

Arriviamo alla morale. Per ogni problema esiste almeno una soluzione. È ora di finirla quindi con la politica che fa politica elencando i problemi senza dare soluzione. È ora che la politica torni a fare politica facendo politica. Un messaggio contorto ma mai così attuale. Esiste il problema dei rifiuti abbandonati? Esiste il problema dei clandestini spiaggiati nei centri di accoglienza? Mettiamoli insieme e risolviamo l’uno e l’altro problema.

La ricetta l’ha fornita Michele Di Michele. Adesso che siano le Istituzioni a valorizzarla. Nel frattempo ci saranno altre Giornate negli spazi pubblici più degradati.

La Redazione

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