Municipio VI – Il QRE rinasce dalle ceneri di Rocca Cencia

I Quartieri Riuniti in Evoluzione tornano a incontrarsi. Obiettivo: chiudere Rocca Cencia. Sono pronti a tutto per chiedere le dimissioni dell’Assessore all’Ambiente Katia Ziantoni, nata politicamente dalle loro battaglie che oggi non parla più di chiusura ma di riconversione

Rocca Cencia deve chiudere. Sono anni che l’obiettivo è questo, ma cosa si può fare realisticamente per raggiungerlo? La domanda è fondamentalmente questa, e a porsela sono i Quartieri Riuniti in Evoluzione: il QRE. I Comitati e le associazioni di Quartiere che hanno deciso di riunirsi contro il mostro che attanaglia il quadrante est di Roma: Rocca Cencia.

Hanno partecipato alla riunione del 18 dicembre sera, in via Geraci Siculo 41, Egidio Gallozzi, Fabio Mercanti, Paolo Emilio Cartasso, Franco Pirina, Marco Manna, Riccardo Fabi, Paolo Petri e Antonio Imperiale. Ciascuno in rappresentanza del proprio territorio, ciascuno con le proprie esperienze e specificità. Nonostante la diversità delle vedute la discussione è andata a convergere verso due obiettivi principali:

  1. Dimissioni dell’Assessore all’Ambiente Katia Ziantoni
  2. Manifestazione eclatante che accenda i riflettori su Rocca Cencia

 

Le fasi della discussione

Le proposte sono state molte di più. Da un lato Riccardo Fabi, presidente dell’Associazione Cittadini Servizi e Cultura Colle del Sole, ha chiesto ai comitati di preparare un documento unitario per chiedere al Presidente Romanella di manifestare con loro. “Il Presidente del Municipio indossa la sua fascia tricolore e si mette in prima fila davanti a noi – ha detto Fabi – E andiamo a manifestare al Comune, alla Regione, agli enti preposti”. Gallozzi, però, spiega che sia Romanella che Ziantoni hanno rifiutato di partecipare a manifestazioni di questo tipo.

Marco Manna, del Comitato Periferie Roma Est, vuole chiarire subito i punti e mettere dei paletti. “Noi come cittadini non possiamo chiedere la mozione di sfiducia, né possiamo dettare la linea sul ciclo dei rifiuti – dice agli astanti – Io credo che dovremmo creare momenti importanti per sollevare e tenere alta l’attenzione mediatica sulla questione Rocca Cencia”. Sulla stessa linea anche Franco Pirina, presidente del Coordinamento Azioni Operative Ponte di Nona: “Una manifestazione eclatante che blocchi Roma nelle ore di punta – enuncia a tutti – Bloccando la Prenestina altezza Togliatti avremmo tutti gli occhi puntati sopra”.

La storia delle battaglie contro Rocca Cencia è incarnata dalla rabbia di Antonio Imperiale: “Sono 34 anni che lottiamo contro questo sito. Dobbiamo decidere se Rocca Cencia ci va bene oppure no. A me, come credo a voi, Rocca Cencia non va bene. Sensibilizziamo la gente. Il popolo si sta abituando al lerciume, ci stanno abituando a pensare al Municipio VI come il polo industriale di smaltimento dei rifiuti”.

Si collega bene Paolo Petri, il candidato presidente nel 2016 per il PIM, Periferie in Movimento, nato proprio dal QRE e “tradito” dall’adesione improvvisa di alcuni al Movimento Cinque Stelle. Petri parla infatti della necessità di “Rivalorizzare un territorio che altrimenti è destinato a morire. Dobbiamo dire no al polo industriale di Rocca Cencia, sia la parte pubblica che privata. Noi Rocca Cencia là non la vogliamo. Al suo posto vogliamo il Parco Nazionale dell’Agro Romano”.

Proprio sul privato punta il dito Paolo Emilio Cartasso, presidente del Comitato Case Rosse 2014 del Municipio IV. “Fare una battaglia solo contro l’Ama a Rocca Cencia non porta a nessun risultato. Soprattutto ora che la Regione sta preparando il nuovo piano rifiuti, che dovrà essere approvato entro aprile 2019”.

 

Un nuovo appuntamento

Egidio Gallozzi vuole un nuovo incontro con il QRE e fare la conta. Sono lontani infatti i tempi in cui si riuscivano a portare in strada migliaia di cittadini. Oggi riuscirebbero i comitati a smuovere coscienza e fisici degli abitanti di questi quartieri?

Le opinioni sono contrastanti, ma la proposta di Antonio Imperiale è stata subito sposata: stampare manifesti e andarli ad attaccare di persona, quartiere per quartiere. C’è anche chi ha ricordato la pratica, collaudata da Riccardo Fabi e la sua associazione, di scrivere su lunghi lenzuoli bianchi e di appenderli come striscioni.

Il tempo stringe e le decisioni vanno prese. Sotto Natale sicuramente non si organizzerà nulla, ma potrebbe esserci una Commissione Ambiente del Campidoglio sul TMB Salario in cui riuscire a inserirsi per Rocca Cencia. Nel frattempo Gallozzi invita tutti a tenersi pronti a una prossima chiamata, probabilmente all’hotel Capital Inn di Giardinetti.

 

Una storia giovane

Il QRE ha una storia giovane eppure ha ottenuto risultati importanti sotto più aspetti. In primo luogo è grazie al QRE che il biodigestore di Rocca Cencia non esiste e che non esiste (ancora) l’ecomostro. In secondo luogo è merito loro, di questi comitati, se negli anni della giunta Marino si sono accesi i riflettori su quella che a tutti gli effetti è la terra dei fuochi romana.

Il 2016 è l’anno del discrimine, l’anno che divide in tutti i sensi il QRE. I comitati sono apartitici, si sa, ma gli uomini no. Il 2016 il Movimento Cinque Stelle sbaraglia la concorrenza e conquista lo scranno più alto del Campidoglio. Nel Municipio VI la vittoria è quasi plebiscitaria e il cavallo di battaglia era uno: “Rocca Cencia deve chiudere”, urlato da un furgone da tutti i grandi del partito, dalla Taverna alla Raggi stessa.

L’Assessore all’Ambiente Katia Ziantoni, il Presidente della Commissione Ambiente Fabrizio Tassi, il primo degli eletti Davide Lanza e Mauro Cinti: questo il “battaglione” uscito fuori dal QRE con le battaglie del QRE per chiudere Rocca Cencia e che ora vogliono “riconvertire”. Il tutto alle spalle del QRE stesso che si era nel frattempo organizzato in una lista civica, PIM: Periferie in Movimento. Ma questi sono fatti consegnati alla storia recente del nostro territorio.

Torniamo al 2018, anzi: al 2019. L’anno della chiusura promessa dal Movimento Cinque Stelle a inizio consiliatura. “Rocca Cencia deve chiudere”, sì: ma l’anno prossimo. Non si sa se a gennaio o a dicembre, ma l’anno è il 2019. Non si sa neanche come, a dire la verità, ma ora si sa che non si chiude più. Rocca Cencia si riconverte. “È come dire che l’immondizia esce dalla porta e rientra dalla finestra” commenta ironicamente Egidio Gallozzi, attuale coordinatore del QRE.

 

La redazione

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