Arrestato il sindaco di Riace, simbolo dell’accoglienza buonista

Il sindaco Mimmo Lucano arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Da un’indagine, iniziata sotto il governo Gentiloni, è emerso che faceva sposare riacesi con straniere per dar loro la cittadinanza italiana. Salvini: “Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti”

Il sindaco insignito di un premio dall’ex Presidente della Camera Laura Boldrini

 

Un’inchiesta della procura di Locri incastra il sindaco di Riace. Mimmo Lucano va ai domiciliari a seguito dell’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. “I finanzieri del Gruppo Locri – si legge nella nota della Procura della Repubblica di Locri – hanno eseguito, alle prime luci dell’alba, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Locri, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di Domenico Lucano, sindaco del Comune di Riace e il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem”.

L’inchiesta era partita sotto il governo Gentiloni nell’ambito della gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria a favore del comune di Riace. I fondi, destinati all’accoglienza degli immigrati che richiedevano lo status di rifugiato politico, per la sinistra sono stati ben spesi. Ancora oggi, su Repubblica, la sinistra difende il modello Riace. “La gestione dei fondi è stata magari disordinata e superficiale, ma nessuno ha intascato un centesimo. Dunque illeciti non ce ne sono”.

La realtà è ben diversa. Matteo Salvini, raggiunto dalla notizia, commenta così: “Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati!” E ha ragione a chiederselo. Il problema è che questi personaggi insistono con il difendere il modello Riace. Nonostante le accuse verso Mimmo Lucano di concussione, malversazione, truffa ai danni dello Stato.

La sinistra minimizza: “Avrebbe organizzato con la compagna uno o due matrimoni di comodo” tra riacesi e straniere, come se non fosse nulla di grave. Gli inquirenti, contrariamente alla sinistra, stanno sostenendo in queste ore una serie di irregolarità amministrative e illeciti penalmente rilevanti.

Io sono un fuorilegge

Il sindaco di Riace in compagnia di Saviano

“Io la carta d’identità gliela faccio – dice Mimmo Lucano al telefono, ignaro di essere intercettato dalla Guardia di Finanzaio sono un fuorilegge, sono un fuorilegge, perché per fare la carta d’identità io dovrei avere un permesso di soggiorno in corso di validità… in più lei deve dimostrare che abita a Riace, che ha una dimora a Riace, allora io dico così, non mando neanche i vigili, mi assumo io la responsabilità e gli dico va bene, sono responsabile dei vigili… la carta d’identità, tre fotografie, all’ufficio anagrafe, la iscriviamo subito”

Profetiche le parole di Giorgia Meloni, quando aprirono il fascicolo ai danni di Matteo Salvini sul caso Diciotti: “Scandaloso che mai nessun magistrato ha pensato di indagare il precedente governo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, pur essendoci tutti i presupposti”.

Finalmente qualcuno c’è riuscito: arrestare con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sarà solo il primo di una lunga lista.

 

La Redazione

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