La Francia porta il deficit al 2,8%, Di Maio: “Facciamo come Macron”

Noi ci stiamo ammazzando per non avvicinarci neppure al 2% di deficit. Poi arriva lui, Macron, e porta il deficit francese al 2,8%. Ha ragione Di Maio allora, “Anche noi siamo uno stato sovrano, facciamo come lui”

Di Maio guarda al modello francese per giustificare la prima manovra finanziaria del governo giallo verde. Per tagliare 19 miliardi di tasse alle imprese e 6 alle famiglie, Macron porterà il deficit francese al 2,8%. “In Italia come in Francia – scrive Di Maio su Twitter, alludendo alla possibilità italiana di fare come Oltralpe – Siamo un Paese sovrano esattamente come la Francia. I soldi ci sono e si possono finalmente spendere a favore dei cittadini”.

La visione di Di Maio non trova ostilità nel governo, visto che la ricetta economica che sta attuando Macron è molto simile a quella proposta dalla Lega di Salvini. In questi giorni si è alzata la polemica perché si paventava l’idea per l’Italia di sfiorare il 2%. Meglio morire di fame piuttosto che superare la soglia del 2% e abbandonare la linea montiana, in poche parole. Poi invece ecco Macron, che senza colpo ferire alza il deficit francese, portandolo al 2,8%. In Europa ci sono nazioni di serie A e di serie B? Se a noi non sarà “concesso” significherà irrimediabilmente che la risposta è positiva, e che l’Italia appartiene alla serie B d’Europa.

La sovranità passa per la moneta. È diritto di ogni nazione sovrana stampare la propria moneta, e qualora ciò non sia possibile come nel caso dell’eurozona deve essere diritto la possibilità di aumentare il proprio debito. Solo così si possono avere i fondi per attuare manovre a sostegno dei cittadini. Non serve una scienza per capire che senza soldi verranno tagliati i servizi e che senza servizi la qualità della vita crollerà. Ben venga dunque il modello francese.

Differenze Italia – Francia

È bene sottolineare però una cosa. L’Italia ha un rapporto deficit Pil del 133%. Questo significa che lo Stato fa più debito di quanto incamera. Per la Francia questo rapporto è al 97%, ovvero incamera più di quanto si indebita. Ciò comporta uno spread, un differenziale tra buoni del tesoro francesi e tedeschi attorno a 30. Per l’Italia questa cifra è tristemente proiettata su 240.

Questi dati riflettono le reali possibilità per il governo italiano di poter adottare il modello francese. La Francia, in una parola, è stabile. Questo serve ai mercati. L’Italia, viceversa, non ha un’economia solida. Il rischio reale e concreto è che lo spread possa arrivare a raddoppiare, come successo nel 2011. Per il responsabile economico della Lega, Claudio Borghi Aquilini, “Non c’è alcuna relazione tra debito e spread. I primi paesi che ebbero a che fare con lo spread nel 2011, come Irlanda e Spagna, non avevano debito”.

Di Maio è quindi pronto a “quota 2%” per tenere insieme nella legge di bilancio: “Dentro ci saranno il reddito di cittadinanza, il superamento della Fornero e i soldi per i truffati delle banche”.

 

La Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *