Torna in Italia la ragazza che aveva chiesto aiuto dal Pakistan

La ragazza, nata a Monza, fu costretta dai genitori a terminare gli studi e seguirli in Pakistan. La ragazza da lì ha scritto una lettera d’aiuto alla sua scuola e sono partite le indagini e le trattative. Il ministro degli Esteri Moavero Milanesi non nasconde la sua soddisfazione

Nel 2015 la ragazza fu costretta dai genitori a seguirli in Pakistan. Frequentava il quarto superiore. A luglio scorso aveva lanciato un grido d’aiuto: “Vi prego, aiutatemi, il mio futuro è in Italia”. Una lunga lettera scritta alla sua ex scuola di Monza. “Mi hanno preso tutti i documenti e mi hanno lasciata qui – scrive ancora – Mio padre mi ha impedito di terminare la quarta superiore, so che una delle professoresse chiedeva che fine avessi fatto, poi mi hanno portato via”.

Doveva essere soltanto un rientro in patria per il tempo necessario a salutare i parenti. Invece si era trasformato tutto in un incubo. I genitori, evidentemente, non volevano l’occidentalizzazione della propria figlia. Questo a dimostrazione di come non esista l’integrazione ma la sovrapposizione di culture. Si può vivere da pakistani in Italia? La risposta deve essere unanime: no. In Italia si vive da italiani. Ci può essere permeabilità tra culture ma non la sovrapposizione.

Il Ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi è subito intervenuto. “Menoona Safdar si è imbarcata su un volo diretto in Italia – afferma il Ministro con piena soddisfazione – Il positivo esito, che ha posto fine a una grave violazione dei diritti fondamentali della giovane donna, è stato reso possibile, a seguito del personale interessamento del ministro, dall’efficace azione della nostra ambasciata a Islamabad in stretto raccordo con la Farnesina”.

 

La Redazione

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