L’Europa continua a volere l’Italia come un campo profughi

A Salisburgo il vertice europeo e il nulla di fatto. La richiesta dell’Italia di rivedere il trattato di Dublino slitta ancora, con Francia e Germania che continuano a chiedere che sia ancora l’Italia a essere il primo porto

L’Italia sempre più isolata in un’Europa che ci vuole come il più grande campo profughi del mondo. A nulla serve la domanda “Può tutta l’Africa entrare in Italia?”, l’Europa non ci ascolta. Al vertice europeo Salisburgo il presidente Giuseppe Conte è tornato a chiedere di rivedere il trattato di Dublino. Come era immaginabile l’Europa ha detto no. Prendere o lasciare.

Da mesi ormai l’Europa sta giocando con il fuoco. Pensiamo agli insulti ricevuti da Salvini dal ministro lussemburghese. O quanto detto dal presidente della commissione europea Moscovici: “Insegneremo agli italiani a votare” e che “L’Italia è un peso per la zona euro”. Per usare le parole di Giorgia Meloni: “’Italia è la nazione che tiene in piedi la zona euro ma se siamo il problema siamo pronti a togliere il disturbo. Vediamo come se la cava la zona euro senza l’Italia e vediamo come se la cava l’Italia senza l’euro”.

Pronti al piano B del ministro Savona, insomma. In Europa lo sanno, e tutti tremano. Ma nessuno fa nulla. È vero che a Salisburgo non si tratta di un vertice decisionale, ma quanto meno si potrebbe aprire la discussione sul tema. Invece no. Si continua a chiudersi a riccio ciascuno con le sue posizioni. È tornata a galla l’idea di Juncker di schierare una polizia unitaria di confine, ma questo sarebbe un grave pericolo per la sovranità nazionale degli Stati, già fortemente minata.

L’Ungheria di Orbàn è infatti irrimediabilmente contraria a questa soluzione, “I nostri confini siamo in grado di controllarceli da soli”, ha dichiarato il presidente ungherese. Per il cancelliere austriaco Kurz l’Italia, la Spagna e la Grecia sarebbero invece contrari a una polizia unitaria perché “Di fatto non sarebbero scontenti che attraverso i loro paesi i migranti giungessero nell’Europa centrale”.

Accuse contro accuse, insomma, tutti contro tutti. L’Europa unita non esiste più, se mai sia esistita. Il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, invita tutti a “Fermare il gioco dello scaricabarile e evitiamo retoriche aggressive”.

 

La Redazione

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