Atreju, che figuraccia per Emanuele Fiano

Emanuele Fiano non apprezza l’ironia social dei ragazzi di Giorgia Meloni, che come ogni anno organizzano la festa di Atreju. Questa volta la campagna pubblicitaria è stata una serie di locandine molto ironiche con protagonisti vari personaggi della sinistra, da Saviano a Boldrini e, ovviamente, Fiano. Che non ha gradito

Atreju sta per iniziare, questo venerdì all’isola tiberina a Roma, dal titolo “Europa contro Europa”. Europa dei popoli, contro Europa delle banche. Per l’occasione i ragazzi di Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, ha organizzato una perfetta campagna social con protagonisti molti personaggi della sinistra radical chic, tra cui Emanuele Fiano, deputato del Partito Democratico e autore della cosiddetta “Legge Fiano”.

Ricordate il Ministro dell’Istruzione e della ricerca senza diploma? Come si chiamava? Ah sì, Valeria Fedeli. A lei anche è toccata una locandina: “Quando scopri che Atreju è la festa più migliore di sempre”. Persino Renzi ne ha avuta una personalizzata: “Quando scopri che Atreju isent an inglisc word”. Ma Fiano non ci sta. Per lui la locandina recita: “Quando scopri che Atreju è alla 21° edizione e si supera il ventennio”, mettendo a nudo la sua ossessione per il fascismo.

La risposta di Fiano è imbarazzante. Un post su Facebook veramente imbarazzante. “Ancora non ci eravamo arrivati – scrive Fiano – Farsi pubblicità con la propria frustrazione di essere nipotini dei fascisti. Scrivo qui un messaggino per #GiorgiaMeloni segretaria del Partito organizzatore di questo incontro. Il ventennio non è stato superato. Il ventennio è stato sconfitto dagli antifascisti, dai partigiani e dagli alleati. Ricordatevelo.

Noi ce lo ricorderemo sempre – prosegue il lungo post di Fiano – perché siamo figli o discendenti di quelli che dal dittatore del ventennio e dai suoi scherani, furono stuprati, torturati, uccisi, consegnati nelle mani dei nazisti e poi deportati nei lager nazisti dove furono gasati e bruciati”. Il finale è emblematico: “Tu #GiorgiaMeloni puoi ritoccare i tuoi ritratti con Photoshop. Non puoi ritoccare la storia”.

Una figura di…

Giorgia Meloni la prende a ridere: “Udite udite: le proposte di Fiano non si possono prendere in giro. E questi sono i democratici… Ma secondo voi questi del Pd pensano veramente di riuscire a farsi votare con questi argomenti?”

E poi conclude: “P.s. Caro Fiano, la prossima volta che pensi di insultarmi trova almeno un’idea tua. Questa di Photoshop è già stata usata dai nostri ragazzi che, notoriamente, non risparmiano nessuno”. Già, perché la stessa Giorgia Meloni è stata protagonista di una splendida locandina: “Quando per Atreju ti dimentichi di usare Photoshop”, con la faccia della Meloni in primissimo piano.

Non basta questa figura meschina. Fiano infatti si è corretto ripetutamente nel finale. Da ““Tu #GiorgiaMeloni puoi ritoccare i tuoi ritratti con Photoshop. Non puoi ritoccare la storia” è passato a “Si possono ritoccare molte cose con Photoshop. Non si può ritoccare la storia”. Forse aveva capito di aver semplicemente offeso una donna per il suo aspetto? Un po’ sessista, direbbe un radical chic qualsiasi. Non pago di ciò, si modifica ancora: “A 80 anni esatti dalle leggi razziali, si possono ritoccare molte cose con Photoshop. Non si può ritoccare la storia”.

Quella di Fiano è un’ossessione. Che figura di…
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La Redazione

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