I clandestini della Diciotti “accolti” dal Vaticano a Rocca di Papa sono scomparsi

Salvini: “Ma come? Erano così bisognosi di avere protezione, vitto e alloggio che hanno deciso di allontanarsi e sparire?”

40 degli immigrati che erano stati trasferiti dalla Diciotti al centro di Rocca di Papa, in provincia di Roma ma in territorio del Vaticano, si sono allontanati e risultano spariti. Fonti del Viminale lasciano intendere che 6 di loro erano spariti già il 31 agosto, ovvero il giorno stesso del trasferimento. Altri 2, destinati alla Diocesi di Firenze, sono fuggiti il 2 settembre. Il giorno dopo c’è stata la scoperta di altre 19 sparizioni. Infine gli ultimi 13, spariti ieri.

Sempre il Viminale in una nota precisa che “Le 40 persone si erano limitate a manifestare l’interesse per formalizzare la domanda d’asilo” e che tutte erano state identificate con rilievi fotodattiloscopici e inserite in un sistema digitale europeo”. Fatto sta che oggi tutti i clandestini sono a piede libero sul suolo italiano, irraggiungibili e irrintracciabili.

“Ma come, non li avevo sequestrati? – sfuria il Ministro dell’Interno Matteo Salvini – Erano così bisognosi di avere protezione, vitto e alloggio che hanno deciso di allontanarsi e sparire? È l’ennesima conferma che non tutti quelli che arrivano in Italia sono scheletrini che scappano dalla guerra e dalla fame. Lavorerò ancora di più per cambiare leggi sbagliate e azzerare gli arrivi”.

La Caritas non accetta il tono di Salvini: “Non è una fuga. È allontanamento volontario” perché nessuno di loro voleva stare in Italia. Una precisazione ridicola e offensiva nei confronti di tutto il popolo italiano. Non solo hanno tentato di entrare illegalmente nei nostri confini, non solo hanno usufruito dei nostri pasti e delle nostre strutture. Vogliono anche “allontanarsi volontariamente” perché non vogliono stare in Italia. Ma perché partire, allora? Se l’Italia non è di loro gradimento forse sarebbe meglio tornare a casa.

Intanto papa Francesco ha portato la benedizione per i clandestini a piede libero.

 

La Redazione

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