Blocco navale in Africa, Giorgia Meloni: “Quei barconi non devono partire”

Il presidente di Fratelli d’Italia non cede di un millimetro. Pur sostenendo la politica migratoria del governo Salvini – Di Maio, la Meloni chiede un vero cambiamento. “Il punto non è quale nazione d’Europa deve farsi invadere. Il punto è non far partire quei barconi: attuare subito il blocco navale”

Sull’immigrazione Giorgia Meloni continua a spingere la proposta di Fratelli d’Italia: il blocco navale al largo della Libia. Nonostante il flusso migratorio si sia ridotto di proporzioni enormi grazie all’azione del Ministro Salvini, la Meloni chiede qualcosa di più. “Finora è un governo che abbiamo sostenuto sulla politica migratoria – spiega il presidente di Fratelli d’Italia – perché è stato evidentemente un cambio di passo rispetto ai precedenti governi di sinistra”.

Ma se la Meloni sostiene il governo perché allora è contraria alla proposta del governo di redistribuire gli immigrati in Europa? “Io non sono d’accordo con la proposta del governo italiano della rotazione dei porti – prosegue la Meloni – Noi qui stiamo ancora discutendo su come far invadere l’Europa. Il problema non è quali sono i porti dove queste persone possono arrivare, il problema è non farli arrivare”.

Il riferimento è chiaro: Matteo Salvini. Il Ministro dell’Interno si è ripetutamente scagliato contro i vertici dell’Unione Europea, dicendo che “L’Italia ha dato. Se qualcuno vuole gli immigrati se li può prendere in casa sua”, chiudendo di fatto i porti. Così facendo la rotta si è spostata: non più per l’Italia ma per la Spagna.

I trafficanti di esseri umani non trovano più spazio nel Mediterraneo. A est la rotta balcanica è stata chiusa da Orbàn, che ha incontrato a Milano il Ministro Salvini, e dalle nazioni di Visegrad. A sud il Mediterraneo è tornato italiano e chiuso agli stranieri. L’unica rotta aperta è rimasta la Spagna. Ma la Meloni invita a guardare politicamente più avanti. “La rivoluzione non è dire che l’Italia è stanca di farsi invadere da sola, facciamo invadere mezza Europa – ironizza la Meloni – Per me un cambiamento è dire questi barconi non partono più. Quindi insisto con la proposta che era condivisa dagli alleati del centrodestra, il blocco navale”.

Blocco navale subito, per fermare l’invasione d’Europa

La proposta della Meloni non è la formalizzazione di un atto ostile nei confronti di un’altra nazione, la Libia. “Sarebbe più sensato aprire con l’Europa una vertenza per chiedere all’Europa sostegno su una missione europea che tratti con i governi libici, non come atto ostile – spiega la Meloni, che prosegue – Aprire in Africa hotspot, valutare in Africa chi ha diritto di essere rifugiato, distribuire solo i rifugiati nei 27 paesi dell’Unione Europea”.

Il punto quindi è distribuire solo i rifugiati, non tutta la massa di disperati che vuole entrare in Europa attraverso il primo buco aperto. Cosa non funziona nella proposta italiana? Per Giorgia Meloni “Noi non siamo, a dispetto di quello che sembra, l’unica nazione d’Europa sul mare. Non siamo l’unica nazione che governa i confini esterni dell’Unione Europea. La Spagna è molto più vicina all’Africa di noi. A est c’è la rotta balcanica che i paesi di Visegrad hanno bloccato. E noi dobbiamo ringraziarli, perché se no tra est e sud saremmo diventati il campo profughi d’Europa”.

E continua: “Da noi sbarcavano perché noi eravamo il buco aperto dell’Unione Europea. Sbarcavano da noi perché la Spagna, quando gli immigrati tentano di passare di lì, li respinge con metodi poco diplomatici. Tutti gli altri fanno il proprio lavoro, noi siamo stati il buco. Il nostro problema non erano le coste: era il PD. È dimostrato perché adesso, con i segnali del nuovo governo, la rotta si è rispostata sulla Spagna, dove c’è ora un governo socialista. Quindi il problema è chi governa, non le coste”.

 

La Redazione

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