Ritorno alla leva militare obbligatoria. Salvini contro il Ministro della Difesa

La proposta di Salvini di tornare alla leva militare obbligatoria infiamma il governo. Il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta: “Idea romantica ma i nostri militari devono essere dei professionisti”. Per Salvini questo può essere il mezzo per formare i giovani

Il Ministro Salvini, in un comizio in Puglia, ha detto di essere favorevole a reintrodurre la leva obbligatoria. “Vorrei che oltre ai diritti tornassero a esserci anche i doveri – spiega Salvini – facciamo bene a studiare i costi, i modi e i tempi per valutare se, come e quando reintrodurre per alcuni mesi il servizio militare, il servizio civile per i nostri ragazzi e le nostre ragazze così almeno impari un po’ di educazione che mamma e papà non sono in grado di insegnarti”.

La leva militare fu abolita nel 2004 sotto il governo Berlusconi con la legge Martino. L’esercito italiano, come quello di ogni Nazione, è formato soltanto di professionisti. E lo ribadisce il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta: “I nostri militari devono essere dei professionisti”. Quello su cui non si sta discutendo, però, non è tanto la necessità di avere un contingente di difesa non addestrato professionalmente. Quanto piuttosto avere la formazione dei ragazzi.

Le polemiche post 2004 sull’abolizione della leva militare fu infatti attorno all’argomento formazione e educazione. Tutti erano e sono d’accordo sul fatto che i militari debbano essere professionisti altamente preparati. La questione è quindi questa: leva militare come strumento di formazione e educazione. Su questo Salvini ha avanzato l’ipotesi, non sull’allargamento del contingente militare.

Anche Fratelli d’Italia si esprime contrariamente alla leva obbligatoria. Giorgia Meloni propone al suo posto una “mini naja”, ovvero la possibilità di consentire a chi lo chiede di partecipare per tre settimane alla vita delle Forze Armate. Una proposta per avvicinare i giovani alle Forze Armate senza per questo esserci un obbligo.

La scuola italiana ha fallito. Occorre riformare il sistema scolastico

Implicitamente la proposta di Salvini è l’ammissione della sconfitta dello Stato: da un lato la scuola, dall’altro le famiglie, nessuno riesce più a garantire un’adeguata formazione ai giovani. Ovviamente il discorso non va allargato all’universo mondo dei ragazzi, ma a quella parte che ritiene opportuno sprecare la propria vita in cerca di diritti senza occuparsi dei doveri.

Per quanto affascinante, la leva militare obbligatoria non ha più senso. Come dice il Ministro Trenta, “Non è più al passo con i tempi. non abbiamo più le truppe che vengono dalle Alpi, non c’è più bisogno di tanti soldati tutti insieme”. Avrebbe molto più senso riformare la scuola e i suoi insegnanti. Il maestro e il professore sono i primi rappresentanti dello Stato italiano con cui bambini e ragazzi entrano in contatto. Sono loro il perno attorno al quale avviare una rivoluzione.

La scuola ha fallito. Non serve la leva militare obbligatoria. Serve riordinare e riformare il sistema scolastico.

 

La Redazione

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