Emergenza razzismo. Sì, ma verso i bianchi del Sud Africa, in fuga verso Putin

Non si ferma l’ondata di razzismo contro i bianchi del Sud Africa da parte dei neri. I boeri discendenti dei coloni inglesi, olandesi, tedeschi e francesi stanno scappando, ma ad accoglierli non sono più le nazioni occidentali: c’è solo la Russia di Putin

Mentre in Italia ci si strappa i capelli per l’emergenza razzismo e si indossano magliette rosse e ci si colora le mani, i bianchi sono perseguitati. E si fa finta di niente. Come della strage silenziosa dei cristiani nel mondo. Ad oggi sono 15mila le famiglie che stanno programmando di abbandonare il Sud Africa, ma solo la Russia di Putin sembra volerli accogliere.

Accoglienza sì, ma solo se neri. Sembra questo il modello occidentale che speriamo il nostro Governo possa abbandonare il più velocemente possibile. Dei bianchi non ce ne frega niente. L’Internazionale dedica un pezzo celebrativo all’erede di Mandela, Cyril Ramaphosa, attuale Presidente del Sud Africa. A lui, “che ha riportato la primavera in Sud Africa”, autore dell’esproprio dei terreni dei bianchi. “La strada della speranza”, secondo l’Internazionale, perché “Ai neri era stata rubata la terra nel XX secolo”.

Ben presto gli espropri ai danni dei bianchi ordinati da Ramaphosa si sono tradotti in violenza e minacce contro i bianchi: “Questione di vita o di morte – denunciano i boeri – Siamo sotto attacco, i politici fomentano una spirale di violenza”. 74 contadini sono stati uccisi, oltre 638 le aggressioni subite. Quindi la fuga. Putin mette a disposizione gli oltre 40 milioni di ettari di terra incolta ai bianchi in fuga ed è pronto ad accogliere chi sta subendo le persecuzioni razziali. Quelle vere.

 

La Redazione

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