“Nobel della Matematica” ad Alessio Figalli. Dopo 44 anni il riconoscimento all’Italia

Assegnata la medaglia Fields ad Alessio Figalli, massimo riconoscimento per la matematica, equivalente al Nobel. Figalli è romano, 34 anni, ha studiato alla Normale di Pisa

La medaglia Fields è il più grande riconoscimento mondiale per i matematici che non abbiano superato i 40 anni d’età. Viene assegnata in occasione del Congresso Internazionale dei Matematici della International Mathematical Union (IMU). Da molti viene definita il “Nobel della Matematica”, e il nome completo del riconoscimento è International Medal for Outstanding Discoveries in Mathematics.

Alessio Figalli è un romano di 34 anni, laureato alla Normale di Pisa e docente dal 2016 al Politecnico di Zurigo. È il secondo italiano a ricevere il premio dopo 44 anni. L’annuncio della sua vittoria è arrivato da Rio de Janeiro in apertura del Congresso.

Per Figalli “Risulta difficile credere di averlo ricevuto – racconta – È un grande stimolo per il futuro, che mi motiverà a continuare a lavorare nei miei settori di ricerca per cercare di produrre studi di altissimo livello”. La sua area di lavoro? Il trasporto ottimale.

Il lavoro del professor Figalli affonda nella Storia, e per certi versi anche nella mitologia. Si passa dalla Rivoluzione Francese a Napoleone per finire a parlare addirittura di Didone, mitica regina fenicia fuggita da Tiro a cui Enea spezzò il cuore. Il problema del trasporto ottimale è sempre stato di carattere militare: trasportare dal luogo di scavo al luogo di costruzione i materiali per le fortificazioni.

Problemi di disuglianze isoperimetriche e equazioni semigeostrofiche

Didone, secondo il mito, chiese al re Iarba, che governava l’odierna Tunisia, di donarle della terra. Il re le concede tanta terra quanta ne potesse contenere una pelle di bue. Allora Didone la taglia a striscioline e forma un enorme perimetro entro cui nacque Cartagine. Di lei dice Figalli: “Didone non ha fatto altro che risolvere il problema matematico di massimizzare l’area dato un perimetro. Il semicerchio, infatti, per un territorio lungo una costa, è la forma che massimizza la superficie. Oppure, senza il vincolo costiero, la soluzione è il cerchio”.

Ma siamo solo alle due dimensioni. La questione si complica introducendo la terza dimensione spaziale. Uno spazio che racchiuda un volume: “Si mantiene fissa l’area e si massimizza il volume dentro – spiega Figalli – oppure fissi il volume e minimizzi la superficie”. In parole povere, anzi poverissime, dobbiamo pensare alla sfera. Così come il semicerchio è l’area perfetta per la costa, così la sfera per le tre dimensioni.

Da Didone si passa così ai problemi delle disuguaglianze isoperimetriche e alle equazioni smigeostrofiche. Quelle usate, sempre per parlare in maniera semplice, dalla meteorologia. “Tutte le equazioni della meteorologia e della fluidodinamica sono molto difficili da studiare, perché sono molto instabili – prosegue Figalli, arrivando vicino al punto – Quello delle previsioni del tempo è un campo difficile. Ma un meteorologo degli anni ’90 aveva notato, studiando le semigeostrofiche, che nel movimento delle nuvole c’è del trasporto ottimale”.

Potremmo continuare a parlare del lavoro di Figalli, ma pensare di riassumerlo in poche righe sarebbe da idioti. Oltre 140 pubblicazioni e riconoscimenti mondiali e anni di studio. Alessio Figalli riporta in alto l’onore italiano. Congratulazioni professor Figalli.

 

La Redazione

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