In memoria di Borsellino Gioventù Nazionale e “Le Radici della Legalità”

Sono passati 26 anni dalla strage di via d’Amelio in cui morirono Borsellino e i cinque agenti della scorta. Per ricordare il loro sacrificio la sezione provinciale di Roma di Gioventù Nazionale, per iniziativa del suo Presidente Alessio Pascuzzi e del neodeputato Marco Silvestroni, organizza “Le Radici della Legalità”

Paolo Borsellino fu ucciso dalla mafia siciliana nella strage di via d’Amelio a Palermo. Fu amico e collega di Falcone, con cui lavorò nel pool antimafia. E come Falcone, Borsellino perse la vita, anzi: gli fu strappata. Già nel 1991 Cosa Nostra progettava l’omicidio di Borsellino, che si compì brutalmente soltanto il 19 luglio del 1992.

Sono passati 26 anni dalla morte del magistrato. Insieme a lui morirono i cinque uomini della scorta, gli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina e Claudio Traina. Il ricordo di Paolo Borsellino invece non è morto, e ogni anno in tutta Italia si susseguono eventi e manifestazioni in nome del magistrato.

Il 19 luglio 2018 non sarà da meno. La sezione provinciale di Roma di Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, ha organizzato infatti una manifestazione dal titolo “Le radici della legalità”. In questa occasione verrà piantato in molti territori della provincia di Roma un albero di ulivo, simbolo di pace, in memoria non solo di Borsellino e della sua scorta, ma di tutte le vittime della mafia.

“Potrei anche morire da un momento all’altro – diceva Borsellino, che si avvicinava davvero alla morte – Ma morirò sereno pensando che resteranno giovani come voi a difendere le idee in cui credono; ecco in quel caso non sarò morto invano”. Era infatti un cruccio di Paolo Borsellino dare ai giovani l’esempio. Nel 1990 intervenne infatti alla festa nazionale del Fronte della Gioventù – i giovani del Movimento Sociale Italiano – che quell’anno era a Siracusa. Oggi questa eredità viene colta da Gioventù Nazionale, per iniziativa del Presidente di GN della provincia di Roma, Alessio Pascuzzi, e dal neoeletto deputato Marco Silvestroni.

Caro giudice Borsellino puoi quindi rasserenare il tuo animo: non sei morto invano. Il tuo esempio vive ancora tra i giovani. Perché le radici profonde non gelano mai.

La Redazione

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