Fratelli d’Italia, la notte di mezza estate è un successo. Alla faccia di chi parla di rovina

A destra le invidie verso Fratelli d’Italia spacciano questo partito come se fosse alla sua fase terminale. Quanta falsità: Fratelli d’Italia è un partito che continua a crescere e che fa il pieno. Fintanto che a destra ci saranno divisioni a gioirne sarà soltanto la Lega di Salvini

La notte di mezza estate, l’11 luglio, per Fratelli d’Italia è stata una splendida occasione per “contarsi”. E forse anche per verificare la veridicità delle malelingue che stanno spopolando in rete. La recente frattura con il gruppo guidato da Federico Iadicicco, con la conseguente fuoriuscita di consiglieri municipali e comunali, ha fatto dire a molti che Fratelli d’Italia si avviava alla fase terminale. Ma la realtà è ben diversa.

Al Giardino degli Aranci, sulla sommità del colle Aventino a Roma, il partito di Giorgia Meloni si è riunito come da tradizione per salutarsi a dopo l’estate. Un’affluenza enorme e forse mai vista prima nelle precedenti edizioni, segnale che questa fase terminale semplicemente non esiste. E a spiegarlo è Fabrizio Ghera.

Il capogruppo FdI in Regione Lazio ha infatti ricordato i motivi dell’uscita dal partito di alcuni esponenti, “Per l’insoddisfazione personale di non aver raggiunto degli obiettivi. Anche io nel 2013 non riuscii a essere eletto consigliere regionale. Eppure sono rimasto, e oggi sono consigliere regionale”. La frattura si era infatti venuta a creare perché Iadicicco, candidato al Senato per FdI nel collegio uninominale di Roma al Gianicolo, ha perso contro Emma Bonino. E perché le persone che fanno riferimento a lui candidate in Regione Lazio similmente non sono state elette. Colpa di Fratelli d’Italia, dicono. “Gruppo familiare”, dicono.

I ragazzi cresciuti del Fronte della Gioventù

Eppure eccoli là, i ragazzi cresciuti del Fronte della Gioventù, eccoli quei quarantenni con la loro famiglia: la comunità di Fratelli d’Italia, che “Anno dopo anno cresce sempre di più”, dice dal palco Andrea De Priamo, vicepresidente dell’Assemblea Capitolina e capogruppo in Campidoglio. “Questo è il risultato della buona politica – dallo stesso palco Chiara Colosimo, appena eletta in consiglio regionale – Perché non facciamo gli interessi di alcuni, noi siamo la destra sociale. Come quando con il nostro emendamento è stato approvato in Regione Lazio per implementare le misure a sostegno della genitorialità dei figli affetti da autismo”.

Invece che unirsi, a destra piace dividersi. E vedere con invidia un percorso che sicuramente non è semplice e che però altrettanto sicuramente è ben lontano dal finire. Con buona pace di chi parla di rivolte all’interno di Fratelli d’Italia. Si potrebbe capire il gusto per la Repubblica di parlare di fratture e divisioni dentro il partito della Meloni. Ma sentire gioire e gongolare persone che si dicono di destra, questo no: fa soltanto rabbrividire. E fa sorridere Matteo Salvini e la sua Lega.

 

La Redazione

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