Foibe e Ricordo. Il premio Norma Cossetto conferito a Lucio De Priamo dal Comitato 10 febbraio

L’avvocato Lucio De Priamo ha raccolto nella sua vita i documenti audio visivi che testimoniano le stragi e i martiri delle foibe. I video che ogni anno vediamo in televisione, per quella manciata di minuti che la tv di stato dedica al Ricordo, li dobbiamo a De Priamo

 

Il ricordo delle foibe non è solo a febbraio. Il 27 giugno, nella Sala del Carroccio del Campidoglio, il Comitato 10 febbraio ha conferito il premio Norma Cossetto all’avvocato Lucio De Priamo. Le coccardine tricolori dei rappresentanti delle varie associazioni degli esuli istriani, giuliani e dalmati che mai più potranno tornare a casa. Quella casa, italiana, fu strappata brutalmente, e altrettanto brutalmente gli italiani che lì vivevano furono massacrati.

Per anni il governo italiano ha tentato di nascondere questa storia. Di dire che non era vero, o che era esagerato il racconto che se ne faceva. O che comunque ci sarà stato un motivo valido che abbia spinto la Jugoslavia comunista del maresciallo Tito a trucidare gli italiani. In fondo erano fascisti, tutti fascisti. Se lo meritavano, no?

Si meritavano di essere legati uno all’altro, in lunghe file, spinti sull’orlo delle foibe. Poi un colpo al primo della fila per farlo cadere giù, ancora più giù, e portare con sé gli altri. Meritavano le donne e le ragazze di essere stuprate, umiliate e seviziate.

Il “Lungo silenzio” si rompe grazie ai filmati e ai documenti

Questa è la storia che volevano farci arrivare. E in assenza di documentazione ci sarebbero anche riusciti, forse. Un “Lungo silenzio durato 60 anni – spiega il dottor Guido Cace, presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata – Un silenzio creato per motivi politici. Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale fu Ministro della Giustizia un certo Palmiro Togliatti. Non poteva certo dire che i comunisti avevano commesso l’orrore delle foibe”.

Il Partito Comunista Italiano era molto vicino a quello Jugoslavo di Tito. E quando Tito entra in collisione con Stalin anche la Nato, per opera di Stati Uniti e Inghilterra, vuole il dialogo con il maresciallo. “Stati Uniti e Inghilterra imposero all’Italia di non parlare delle foibe – continua il dottor Cace – Conoscevano la storia dell’Adriatico orientale soltanto gli esuli, la destra e gli abitanti del confine. Solo nel 1991 cominciano a uscire le prime informazioni dopo la guerra civile in Jugoslavia”.

Fu l’avvocato De Priamo a trovare il materiale inedito sulle foibe

Da sinistra: Arrigo Bonifacio, Lucio De Priamo e Guido Cace

Quando il dottor Cace incontra De Priamo vede i filmati che aveva scovato. Decide così di portarli all’Istituto Luce per proiettarli. “Ma li abbiamo già”, dicevano al dottor Cace, che però insistette. E fece bene, perché in realtà quei filmati non c’erano più. Erano stati censurati “Perché il popolo italiano non doveva sapere”. Quei minuti di servizi televisivi per il Ricordo, ancora oggi, li dobbiamo a De Priamo.

Il premio Norma Cossetto è stato conferito a Lucio De Priamo per aver dato immagini, suoni e dolore a una storia di italianità sconfitta. L’avvocato De Priamo trovò quelle immagini in una cantina. Un suo cliente, alla morte del padre, ne era diventato proprietario, ricevendo minacce affinché non tirasse fuori quei filmati. “Avvocà se la sente? A me m’hanno minacciato – rievoca De Priamo – E io dissi: ‘di corsa’. Ci sparavano mentre manifestavamo a Trieste, non potevano certo spaventarmi delle minacce”.

Così De Priamo entrò in possesso dei filmati, così cominciava a cadere la maschera con cui i comunisti volevano coprire i propri crimini. Appoggiati dal loro capo, Palmiro Togliatti, i comunisti italiani fecero pulizia di italiani per servilismo nei confronti di Tito e dei compagni jugoslavi. “Sono andati morire cantando – continua De Priamo – Me lo ha detto chi c’era, non me lo sto inventando. Le foibe davano fastidio ai comunisti, non se ne doveva parlare”. Ma oggi sono i filmati e le immagini che parlano.

Eliminare la stagionalità del Ricordo

Eppure ancora 4 italiani su 5 non conoscono il significato di foiba. Al massimo possono sapere che sono grandi inghiottitoi tipici del Carso, figurarsi se sanno dell’eccidio, della pulizia etnica ai danni degli italiani. L’obiettivo del Comitato 10 febbraio è rivolto verso loro, per far sì che questa storia non sia dimenticata. “Perché il Ricordo non sia solo il 10 febbraio – spiega Michele Pigliucci, presidente del Comitato – Perché è doveroso ricordare durante tutto l’anno”.

In sala c’è anche Andrea, il figlio dell’avvocato Lucio De Priamo. Andrea è oggi capogruppo in Assemblea Capitolina per Fratelli d’Italia, e riceve insieme al padre i ringraziamenti per l’impegno profuso negli anni. A lui si deve infatti la Casa del Ricordo a Roma, in via di San Teodoro, a lui si devono molti viaggi di istruzione nei luoghi dei massacri.

Andrea De Priamo, figlio di Lucio e attuale capogruppo in Assemblea Capitolina per Fratelli d’Italia

 

La Redazione

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