Capannelle, caos ippodromo. Cinque Stelle imbarazzanti nella Commissione del 25 giugno

I Cinque Stelle continuano con le proroghe e non pubblicano nessun bando. Nel frattempo Hippogroup chiede di poter adeguare gli impianti di illuminazione ma non trova l’accordo con il Comune. Fabrizio Ghera, neo capogruppo in Regione Lazio di Fratelli d’Italia, chiede che l’Amministrazione dia “Risposte e certezze ai lavoratori, al gestore e agli appassionati”

A Capannelle rischia di sparire l’ippodromo. L’assessore allo Sport di Roma, Daniele Frongia, specifica che “Roma non vuole interrompere l’attività ippica di Capannelle e non vuole che l’area sia destinata ad altro”. Eppure è arrivata la triste notizia che Capannelle ha perso il derby italiano del trotto, “Uno schiaffo” secondo lo stesso Frongia. Il quale dimostra di non conoscere nulla della materia per cui è delegato.

È infatti il Ministero per le Politiche Agricole a classificare gli ippodromi secondo una tabella di requisiti stilati dal Parlamento. Capannelle è privo dei 200 cavalli stanziali per il trotto e dell’illuminazione. Per questo è stato declassato in seconda fascia, negli ippodromi “istituzionali”. Per questo è stato deciso di trasferire il derby del trotto da Roma a Napoli, dove invece c’è un ippodromo “strategico”. Con notevoli danni a tutto l’indotto del Polo Ippico di Capannelle.

“Le rassicurazioni di Frongia non bastano – sentenzia Fabrizio Ghera, neo capogruppo in Regione Lazio per Fratelli d’Italia – I Cinque Stelle dimostrano di parlare non sapendo nulla. Il trasferimento da Roma a Napoli del Derby del Trotto e dell’Oaks del trotto è solo la punta dell’iceberg di quello che potrebbe diventare un immane danno d’immagine ed economico per la città e Capannelle, coinvolgendo centinaia di famiglie”.

Quale “schiaffo”. Semplice ignoranza dei Cinque Stelle

Fabrizio Ghera, capogruppo in Regione Lazio per Fratelli d’Italia

È Ghera stesso a farsi promotore di due commissioni in Campidoglio prima della sua elezione in Regione. Nell’ultima, del 25 giugno, i Cinque Stelle dichiarano di voler andare dal neo Ministro Centinaio a lamentarsi del trasferimento del Derby. Ridicoli. La questione è semplice, e il loro ignorarla mostra forse una mala fede. Le gare di rilevanza nazionale si possono disputare, per norma di legge, esclusivamente negli ippodromi “strategici”, come è quello di Napoli. Non è stato uno “schiaffo”, per dirla alla Frongia, è stata semplice ignoranza da parte del Comune grillino o meschina connivenza.

Ancora proroghe

Da anni la Hippogroup, gestore privato dell’ippodromo che è proprietà del Comune di Roma, chiede le autorizzazioni per poter adeguare l’illuminazione e poter diventare “strategico”. “La classificazione degli ippodromi è fluida e dinamica – spiega Ghera – Se si facessero le migliorie necessarie Capannelle potrebbe diventare un ippodromo strategico e quindi permettere al derby del trotto di rientrare a Roma. Non si capisce perché i Cinque Stelle si ostinino invece a non fare nulla”.

Il bando della concessione del Polo Ippico di Capannelle è scaduto, e per questo i Cinque Stelle hanno bloccato ogni autorizzazione. La strada è dunque una sola: pubblicare un bando di gara per l’affido del Polo Ippico. Invece la soluzione adottata è quella solita: la proroga. Di anno in anno, con la concessione scaduta, il Comune di Roma si limita a prorogare le attività della Hippogroup, che nel frattempo non può fare le migliorie necessarie.

La proposta tecnica di Hippogroup sarà valutata il 24 luglio

La Hippogroup presenterà a breve una proposta tecnica, e Frongia ha promesso di valutarla con un incontro il 24 luglio. “Il Comune finora ha gestito la situazione con molta approssimazione, doveva organizzare attività che potessero fornire chiarimenti al gestore, ai lavoratori e anche agli appassionati di corse, una certezza, qualunque essa sia – continua Ghera – Il bando intanto dovrebbe essere quasi pronto, dopo il confronto vedranno se farlo partire o no, visto che si tratta di una gara europea con un importo sopra i 5 milioni di euro”.

La proposta di Hippogroup sarà di provvedere alla realizzazione dell’impianto di illuminazione necessario chiedendo, però, garanzie sull’ammortamento dell’investimento che si aggira attorno al milione di euro. Che senso avrebbe per il gestore investire del capitale con la concessione scaduta e senza garanzia? Se dovesse perdere il bando come rientrerebbe della spesa? Questo il nodo fondamentale da sciogliere. La via più semplice sarebbe stipulare un accordo con Roma Capitale oppure inserire nel bando di gara l’obbligo da parte del nuovo gestore di provvedere agli oneri dell’impianto sostenuti da Hippogroup.

Il tempo stringe e entro il 31 agosto, in mancanza di un accordo, la Hippogroup potrebbe decidere di restituire l’ippodromo. “C’è uno spazio di 130 ettari che qualora il gestore venisse allontanato senza il subentro di un altro – conclude Ghera – Si potrebbero verificare conseguenze drammatiche e l’impianto diventerebbe oggetto di vandalismo, degrado, occupazioni. Si rischia un danno importante per tutti visto che si tratta di un bene del Comune”.

Sì, perché in tutto questo ci sono famiglie di Rom intorno all’ippodromo pronte a occuparlo e che non aspettano altro. Hanno già la residenza (non è uno scherzo): via delle Capannelle 142.

 

La Redazione

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