Roma, foto di classe al liceo Socrate con il saluto romano. La folle crisi nevrotica della sinistra

Radical chic impazziti e vecchie schegge del comunismo più becero impazziscono per una foto di classe al liceo Socrate. Un ragazzo posa con il saluto romano e la preside non lo sanziona perché “È una libera espressione del pensiero”. Ancora c’è del buonsenso

Il liceo Socrate è protagonista in queste ore a causa di un saluto romano. Un ragazzo con il braccio teso, alla Garbatella a Roma, ha mandato la sinistra fuori di testa. La dirigente scolastica ha deciso di non punire il ragazzo perché è stata semplicemente “Una libera espressione del pensiero”.

I tanti muri imbrattati per le città italiane, tante scritte come “Antifà” o “Partigiani”, non sono servite a far cambiare idea alla preside del liceo Socrate. Viene invece attaccata da studenti e studentesse “antifasciste” del medesimo liceo. Che siano desiderosi forse di tornare a vedere la violenza in piazza, gli scontri armati, le camionette, gli scorpion, le mitragliette?

Dispiace per questi reduci del comunismo togliattiano e stalinista, se non di matrice titina e infoibante, eppure la dirigente ha perfettamente ragione. Il saluto romano non è reato. Stampatevelo in testa: non è reato. Secondo la sentenza della Cassazione 8108/2018 “Il saluto romano non è reato se commemorativo e non violento”.

La dirigente viene dunque attaccata per questa scelta libera, democratica e costituzionalmente impeccabile, dai suoi stessi professori. “Un gesto inaccettabile”, dicono. Peccato che tanta enfasi non si sia mai vista né sentita quando si tratta di reati veri, come omicidio o violenza sessuale. Si trovano scuse per tutti i reati, tranne quelli di pensiero: è vietato pensare diversamente da loro.

Solidarietà alla dirigente scolastica attaccatta per aver difeso la libertà d’espressione.

La Redazione

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