Salvini dopo le consultazioni con Mattarella: “Se parte questo Governo la Lega deve avere la mano libera su immigrazione e sicurezza”

Salvini e Di Maio non trovano la quadra. Il Governo giallo-verde chiede altre ore per vedere la luce. Mattarella intanto minaccia che la nomina del Presidente del Consiglio e dei Ministri è sua esclusiva prerogativa

Dalle consultazioni di lunedì esce un Matteo Salvini più maturo e più consapevole del suo ruolo di guida del centrodestra. “Come ho detto il 4 marzo io farò di tutto, fino in fondo, mettendomi in gioco personalmente, per da un Governo serio e stabile a questo Paese”, ha detto davanti alla stampa dopo le consultazioni con Mattarella. L’obiettivo di Salvini è uno: “Se io vado al Governo voglio fare quello che ho promesso di fare e per cui gli italiani mi hanno votato”.

Un obiettivo difficile, se non addirittura impossibile, vista la reticenza del Movimento Cinque Stelle e di Di Maio a fare passi di lato. Una contrattazione politica che, stando le dichiarazioni di entrambi, non verte sui nomi ma sui temi. Il Governo che ha in mente Salvini deve eliminare la legge Fornero, l’aumento dell’iva e delle accise. Ma è soprattutto sull’immigrazione che “Le posizioni di Lega e Cinque Stelle partono da una notevole distanza. Mi rifiuto di pensare all’ennesima estate o autunno degli sbarchi, del business dell’immigrazione clandestina. E su questo, se parte il Governo, la Lega deve avere la mano libera per tutelare la sicurezza dei cittadini“.

La posizione diametralmente opposta di Di Maio sul tema dell’immigrazione è uno dei veri ostacoli alla realizzazione del Governo giallo-verde. Scriveva Il Fatto Quotidiano il 13 gennaio 2014: “Sì all’abrogazione del reato di immigrazione clandestina. Gli iscritti del Movimento 5 Stelle hanno deciso che i parlamentari del gruppo dovranno votare per la depenalizzazione della clandestinità nel ddl che sarà in discussione al Senato”. Fortunatamente poi non si è più andati alla votazione. Ma se si fosse votato sull’abrogazione della sacrosanta legge Bossi-Fini sul reato di clandestinità oggi sarebbe stata approvata proprio per colpa dei Cinque Stelle.

I temi cruciali per il Governo: immigrazione, lavoro, giustizia, Europa

Per Salvini gli altri nodi cruciali, dopo l’immigrazione, sono lavoro e giustizia. Sulla legge Fornero dovrebbe esserci unità d’intenti con il partito di Di Maio. Sulla giustizia invece c’è un altro intoppo. Per i Cinque Stelle infatti il processo breve chiesto dalla Lega sarebbe un “aiutino” a Berlusconi e si sono detti in più occasione contrari nella forma più assoluta. Persino sulla legittima difesa, la proposta di legge a fima Molteni, i Cinque Stelle hanno votato contro.

In una nota da parte dei membri della Commissione Giustizia del M5S dello scorso anno si legge: “Il dibattito sulla legittima difesa è stato puramente basato sulla propaganda elettorale dimenticando la realtà, per questo motivo abbiamo votato contro. La sicurezza e la giustizia devono essere in primis assicurati dallo Stato. Ma diventa difficile se i governi precedenti e attuali non investono risorse sulle forze dell’ordine o su piani di prevenzione. Questo il punto cruciale sul perché i cittadini si sentono insicuri. Abbiamo fatto una proposta concreta in merito all’indennizzo dovuto alle vittime di reati violenti, perché ad oggi è un fondo assolutamente inutile per i tanti troppi paletti messi per impedire che tutti i cittadini possano accedervi. Questa nostra proposta concreta è stata bocciata, così chi subisce un reato violento non ha assolutamente nessun sostegno da parte dello Stato, ed è una vergogna”.

La Lega vuole avere la mano libera

La Lega di Salvini vuole avere soprattutto la mano libera. Per agire contro l’immigrazione clandestina. Per agire sulla sicurezza. Sulle pensioni. Salvini vuole in buona sostanza dare un Governo secondo quanto votato dai cittadini. Ma per ottenere questo c’è un ultimo problema da superare: il rapporto con l’Europa. Il Movimento Cinque Stelle ci ha abituati a giravolte continue, mentre Salvini è rimasto coerente al programma unitario del centrodestra: rinegoziare i trattati europei. “Argomento delicato su cui o c’è accordo o non c’è accordo: la posizione dell’Italia in Europa”, ha dichiarato Salvini.

Intanto però il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto valere il suo ruolo in una partita che si gioca a tre: “La nomina del Presidente del Consiglio e dei Ministri è prerogativa del Presidente della Repubblica”. A cui è arrivata dura la risposta di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Il centrodestra rimane quindi unito, anche se probabilmente al Governo non andranno né Forza Italia né Fratelli d’Italia. Ammesso che questo Governo si faccia.

La Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *