Quando il 25 aprile era una festa fascista per celebrare la nascita di Guglielmo Marconi

Con Regio Decreto il governo fascista stabilì che il 25 aprile dovesse essere festa nazionale, per celebrare la nascista di un grande italiano. Guglielmo Marconi. Ma fu fascista, così il partito comunista se ne appropriò

Marconi e la radio
Guglielmo Marconi al lavoro con gli esperimenti della sua invenzione, la radio

Il 25 aprile 1874 nacque a Bologna Guglielmo Marconi. Marconi fu uno degli scienziati italiani che più di tutti influenzò il mondo per le sue scoperte e invenzioni. Se possiamo oggi usare i telefonini lo dobbiamo anche grazie a Marconi, che sviluppò una telegrafia senza fili attraverso le onde radio, guadagnandosi così il premio Nobel per la fisica nel 1909. Bolognese da parte di padre e irlandese da parte di madre, Marconi svolse la sua attività di ricerca anche in Gran Bretagna e Irlanda.

In qualsiasi momento Marconi avrebbe potuto acquisire la cittadinanza britannica, eppure non la richiese mai. L’8 dicembre 1895 nasce la radio in Italia grazie a un suo esperimento. Dall’anno successivo iniziano dimostrazioni ed esperimenti per superare l’Atlantico dopo aver superato il canale della Manica. Fu presidente del Consiglio Nazionale delle ricerche e membro del Gran Consiglio del Fascismo. Marconi aderì al fascismo: “Rivendico l’onore di essere stato in radiotelegrafia il primo fascista, il primo a riconoscere l’utilità di riunire in fascio i raggi elettrici, come Mussolini ha riconosciuto per primo in campo politico la necessità di riunire in fascio le energie sane del Paese per la maggiore grandezza d’Italia”.

Marconi morì a Roma nel 1937. L’anno dopo, nel 1938, il governo fascista istituì il 25 aprile festa nazionale per celebrare la nascista di Marconi.

Il 25 aprile diventa la celebrazione della Liberazione

Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale l’Italia non celebra più la nascita di Marconi ma la festa di Liberazione. Eppure la Resistenza fu un periodo storico ben delineato temporalmente. Iniziò ufficialmente l’8 settembre 1943 con la firma dell’armistizio da parte di Badoglio e terminò il 2 maggio 1945 con la caduta di Berlino e la fine della Guerra. Che c’entra dunque il 25 aprile con la Liberazione?

Nulla. Semplicemente il partito comunista aveva messo in pieni una propaganda anti Marconi. I comunisti dalle colonne dell’Unità sostenevano che la radio fossa stata inventata dal fisico russo Popov, contemporaneo di Marconi che stava effettuando gli stessi esperimenti. Marconi era fascista e il partito comunista non poteva permettere l’esistenza di una festa dedicata a un fascista. Il genio di Marconi venne così tradito e la sua memoria storica dimenticata.

Senatore, fisico e inventore, Guglielmo Marconi nacque il 25 aprile a Bologna e morì il 20 luglio 1937 a Roma. Gli furono concesse 16 lauree honoris causa, 25 onorificenze di alto rango, 13 cittadinanze onorarie. Ma non si poteva festeggiare un fascista e i vincitori della Guerra Civile italiana trasformarono la celebrazione della nascista di Marconi nella festa di Liberazione. Con buona pace della Storia che ci racconta che la guerra per l’Italia finì il 2 maggio e non il 25 aprile.

Auguri Guglielmo Giuseppe Maria Marconi.

 

La Redazione

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