Tor Bella Monaca, l’associazione Giglio Bianco distribuisce generi alimentari a persone in difficoltà

Il presidente Alba Capretti ha trovato ospitalità presso l’associazione Cives Romanus in via Duilio Cambellotti 167/B

Alba Capretti, presidente di Giglio Bianco (sinistra) e Rita De Angelis, presidente di Cives Romanus (destra)

Tor Bella Monaca non è soltanto spaccio e criminalità. È anche volontariato, come quello che Alba Capretti, presidente dell’associazione Giglio Bianco, svolge in via Duilio Cambellotti 167/B. Qui è stata accolta dall’associazione Cives Romanus dopo mesi di non risposte da parte del Municipio.

“L’associazione Giglio Bianco si occupa di tutta la gente povera – ci spiega Alba – andiamo ad Aprilia a caricare i generi alimentari della Comunità Europea e poi la distribuiamo a chi non supera i 3mila euro di Isee”. È un dato preoccupante quello che ci riferisce Alba: “Su 300 assistiti totali, soltanto 2 o 3 sono stranieri. Sono praticamente tutti italiani, tutte persone con più di 65 anni. E ce li ho tutti nel cuore, perché è pure poca la roba che gli do. Chissà la roba che gli darei se potessi”.

La forte crisi ha lasciato una scia di povertà e persone in uno stato di forte necessità. L’esistenza di associazioni come quelle di Giglio Bianco sono una manna dal cielo per i nostri territori. Eppure dal Municipio non erano arrivate risposte. Quando Alba ha dovuto lasciare la vecchia sede è venuta qui, ospitata da Cives Romanus, in cui “Mi trovo molto bene, il posto è bellissimo, la gente è contenta”. Per quasi due anni, da quando si è insediata la maggioranza Cinque Stelle, Alba è andata periodicamente a chiedere un posto dove svolgere la sua opera, ricevendo in risposta soltanto “Sì sì, sì sì. Promesse, promesse e mai niente. Ho dovuto interrompere la mia attività di volontariato, perché la Comunità Europea chiede che ci sia un luogo fisico dove distribuire i generi alimentari”. Per questo da ottobre non ha più potuto distribuire alimenti.

Una scatola di generi alimentari della Comunità Europea

 

Allora è entrata in gioco Cives Romanus, i cui locali, dopo un’ispezione dei tecnici, sono stati ritenuti idonei a far riprendere l’opera di volontariato della Giglio Bianco.

“Cives Romanus si occupa anche di cultura e territorio, non solo del sociale – tiene a precisare il suo presidente, Rita De Angelis – Da ottobre collaboriamo con Giglio Bianco per quel che concerne la distribuzione dei generi alimentari e non solo, laddove non arrivano i servizi sociali. Per esempio abbiamo organizzato una gara di torte, il primo torneo di Nonna Papera, in cui sono stati vinti tre premi: una fornitura di caffè, una bilancia pesa ingredienti, una pianta di fiori. Si stringe il cuore a vedere tutti questi vecchietti, italiani, venire qui a prendere quel pacco di alimenti. Sempre insieme a Giglio Bianco abbiamo quindi pensato di organizzare tornei di carte e burraco per tenerli attivi, per non farli rimanere soli a casa, per ricreare la socialità. E ora stiamo muovendo al passo successivo: farli tornare davvero attivi. Tramandare le loro maestranze, le loro esperienze, alle generazioni più giovani. Chi sa l’arte dell’uncinetto, chi sa preparare le marmellate, chi ha un mestiere: gli anziani si fanno insegnanti delle leve del futuro. Un’eredità generazionale”.

Il responsabile cultura di Cives Romanus, l’attore Vincenzo Bonanno, ha organizzato il 3 dicembre scorso la mostra fotografica dal titolo “Immagine Periferica”, con la collaborazione del maestro Francesco Ventura, avente a tema le bellezze e le ricchezze del patrimonio artistico e culturale del Municipio. Sono state esposte infatti fotografie, corredate di didascalie, dei monumenti presenti sotto le nostre case, come il castello Barberini di San Vittorino o la chiesa di San Clemente di Torrenova. “In preparazione è la seconda edizione – anticipa, tradendo un forte entusiasmo – Stiamo mettendo in cantiere eventi come Movimento e Salute per la Terza Età. Non verrà meno la ricerca nel campo del teatro, della musica e della poesia. Questo territorio ha bisogno di cultura”, conclude Vincenzo.

 

La Redazione

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