Il Movimento Cinque Stelle aiuta i “Kompagni” del Parlamento

Grillini favorevoli alla formazione del gruppo autonomo di Grasso e Boldrini, mentre votarono contro la formazione autonoma di Fratelli d’Italia. Ulteriore segnale dello spostamento a sinistra dell’ideologia politica M5S

Per formare un gruppo autonomo in Parlamento occorrono almeno 20 eletti. Al di sotto di questo numero si deve entrare nel gruppo misto e rinunciare alla propria autonomia. Nel 2013 Fratelli d’Italia rischiò questo, con appena 9 eletti, di ritrovarsi in Parlamento senza gruppo. Il Movimento Cinque Stelle votò infatti contro Fratelli d’Italia, paventando un “aumento dei costi”. Oggi ennesimo cambio d’opinione. Non è più così.

La formazione del gruppo autonomo si decide nel corso dell’Ufficio di presidenza alla Camera. Qui può essere concessa la deroga al regolamento e consentire così la formazione a gruppi inferiori ai 20 deputati. Oggi questa “concessione” la fa Fico, neo eletto Presidente della Camera per il Movimento Cinque Stelle, in favore di Grasso e Boldrini. Le elezioni li avevano silurati grazie al voto degli italiani, che ora se li rivedono entrare dalla finestra. Il gruppo di Grasso e Boldrini ha 14 deputati, hanno chiesto la deroga e Fico l’ha gentilmente accolta.

Come segno di gratitudine dal Senato arriva la senatrice De Petris, del medesimo gruppo di Grasso e Boldrini, che invoca un governo M5S e Pd. La scelta di Fico potrebbe essere quindi inquadrata nel più classico del “do ut des”, del dare avere, del “io ti do questo e tu mi dai quello”? Com’era quel detto? Ah, sì, un po’ rivisto nei tempi: la poltrona da Presidente del Consiglio val bene una messa. E don Giggino da Pomigliano sa recitare bene i suoi sermoni, per poi razzolare male, lui e i suoi onorevoli.

 

La Redazione

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