Sarkozy prendeva soldi dalla Libia di Gheddafi. Fermato dalla polizia francese

L’ex Presidente della Francia accusato di aver ricevuto finanziamenti che lo avevano portato all’Eliseo. Rischia ora l’incriminazione

Nicolas Sarkozy è stato convocato, posto in stato di fermo e interrogato nei locali della polizia giudiziaria francese. La campagna elettorale del 2007, che lo aveva portato all’Eliseo, pare sia stata davvero finanziata con i milioni forniti da Gheddafi. Un quadro buio, ancora più buio se si ragiona sul fatto che fu proprio Sarkozy a convincere Regno Unito e Stati Uniti a intervenire in Libia, usando le basi d’appoggio italiane, per uccidere il dittatore e destabilizzare il nord Africa.

Sette anni fa l’intervento militare in Libia: era il 19 marzo 2011. Il primo ad accusare Sarkozy fu proprio il figlio di Gheddafi, Saif al-Islam, che intervistato da Euronews prima dell’inizio dei bombardamenti “Sarkozy deve rendere i soldi che ha accettato dalla Libia per finanziare la sua campagna elettorale. Siamo noi ad averlo finanziato e ne abbiamo le prove”. Ironia della sorte, mentre ora Sarkozy rischia l’incriminazione, Saif al-Islam, figlio di Gheddafi, si è appena candidato alle elezioni presidenziali di Libia, previste per quest’anno.

Secondo una nota di Moussa Koussa, capo dell’intelligence libica, nel 2006 furono addirittura 50 i milioni di euro che la Libia portava a sostegno della candidatura di Sarkozy. I lati oscuri di Sarkozy e del partito socialista francese possono allora forse essere stata la vera causa dell’intervento militare in Libia? Visto che nella risoluzione 1973 della Nato non si parla di uccidere ma di proteggere i civili, imporre l’embargo sulle armi e interdire le aree al volo, Sarkozy si era spinto fino all’uccisione di Gheddafi per difendere i suoi interessi personali?

 

La Redazione

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