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L’Italia svende il suo mare alla Francia con il trattato di Caen. O è una bufala?

Fratelli d’Italia presenta un esposto alla Procura della Repubblica ai danni del Presidente del Consiglio uscente, Paolo Gentiloni. Ma dalla Farnesina arriva la gelata

La cartina mostrerebbe i nuovi confini marittimi tra Italia e Francia

Del trattato di Caen si parla già dal 2015, in piena era Renzi, quando l’allora ministro degli Esteri Paolo Gentiloni lo aveva firmato il 21 marzo. Il trattato di Caen arrivava a seguito di una lunga negoziazione, si legge in un comunicato della Farnesina, iniziata nel 2006 e terminata nel 2012. Secondo il trattato alcune porzioni di mare saranno sottratte al Mare di Sardegna e al Mare Ligure, passando sotto la competenza economica della Francia.

La perdita di un tratto di mare molto pescoso e di un’area in cui è stato rinvenuto un giacimento di idrocarburi non sembra frutto di un’azione di governo lungimirante. L’Italia, importatore netto di risorse minerarie, perderebbe in altri termini un giacimento di circa 1.400 miliardi di metri cubi di gas e 420 milioni di barili di petrolio. Non sono numeri da capogiro ma comunque da non trascurare.

Nel 2016 era stato sequestrato il peschereccio “Mina”, in stato di fermo presso il porto di Nizza dopo essere stato intercettato da una motovedetta della Gendarmerie francese. L’accusa della Gendarmerie era che il peschereccio aveva sconfinato in acque francesi, mentre i pescatori dichiaravano di essere certi di trovarsi in acque italiane. In un’interrogazione al Senato a firma Movimento Cinque Stelle si leggeva che “Il 16 gennaio 2016 le autorità francesi hanno motivato il fermo dichiarando che il Mina ha sconfinato nelle acque nazionali francesi, rese tali da un accordo bilaterale tra Italia e Francia, fatto a Caen il 21 marzo 2015, il quale ha modificato il confine marittimo di circa un miglio a favore della Francia”.

La risposta del Governo era arrivata a firma dell’allora sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, il quale spiegava che il trattato non era, e non è, ancora in vigore. La Farnesina sottolinea in buona sostanza che per essere valido, il trattato di Caen deve essere ratificato da entrambi i Parlamenti, quello italiano e quello francese. Non essendo stato ancora ratificato, quindi, i confini marittimi tra Italia e Francia restano immutati.

L’esposto di Fratelli d’Italia contro Paolo Gentiloni

Le cartine circolate in rete hanno però destato ansie e perplessità negli anni a seguire, fino a oggi. Fratelli d’Italia ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica contro Paolo Gentiloni. Giorgia Meloni, presidente di FdI, spiega che il 25 marzo questo accordo entrerà in vigore. “L’esposto – si legge sulla sua pagina Facebook – verrà sottoscritto da tutti i parlamentari di Fratelli d’Italia, riguarda in particolare reati di atti di ostilità e infedeltà contro lo Stato Italiano (articoli 243 e 264 del codice penale)”.

Le cartine non sono false. A dirlo è sempre la Farnesina, che risponde a quest’ultima accusa. L’accordo bilaterale del 21 marzo 2015 non è stato ratificato dall’Italia, pertanto “I confini marittimi con la Francia sono pertanto immutati e nessuno, a Parigi o a Roma, intende modificarli” spiega la Farnesina. E quanto alla data del 25 marzo come entrata in vigore del trattato: “Essa, come informa l’ambasciata di Francia a Roma, riguarda semplicemente una consultazione pubblica nel quadro della concertazione preparatoria di un documento strategico sul Mediterraneo che si riferisce al diritto ed alle direttive europee esistenti e che non è volta in alcun modo a modificare le delimitazioni marittime nel Mediterraneo. L’ambasciata – dice ancora la Farnesina – riconosce che le cartine circolate nel quadro della consultazione pubblica contengono degli errori (in particolare le delimitazioni dell’accordo di Caen, non ratificato dall’Italia) e aggiunge che esse saranno corrette al più presto possibile”. Infine, dal ministero degli Esteri italiano sottolineano che “A breve si terranno consultazioni bilaterali previste a scadenze regolari dalla normativa UE al solo fine di migliorare e armonizzare la gestione delle risorse marine tra i Paesi confinanti, nel quadro del diritto esistente”.

Un errore grossolano, quello delle carte con i confini già mutati, che qualche perplessità deve sollevare. Esistono due possibilità: o siamo di fronte all’ennesima bufala, in cui sono caduti prima Movimento Cinque Stelle e poi Fratelli d’Italia, oppure l’esposto alla Procura della Repubblica da parte di FdI ha bloccato l’ultima svendita del Governo. Cosa è più credibile? Che le cartine sono sbagliate su ammissione dell’ambasciata francese? O che i governi Renzi e Gentiloni abbiano voluto cedere parte del Mare di Sardegna e Mar Ligure alla Francia?

Attenzione a gridare alla bufala. Un trattato si firma per approvarlo, di solito. L’intenzione dei governi Renzi e Gentiloni era di cedere il mare alla Francia. La smentita della Farnesina ci fa tirare un sospiro di sollievo ma guai ad abbassare la guardia.

 

La Redazione

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