Roma, Municipio I. Il presidente PD Alfonsi imbratta sede Pro Vita. Azione Frontale risponde

Giovedì mattina la protesta al Municipio I della Pro Vita Onlus contro il presidente PD Alfonsi. Aveva imbrattato i manifesti anti aborto dell’associazione che ha considerato, giustamente, come un’aggressione. Nella notte la risposta di Azione Frontale: “Quando la politica diventa morte”

Il presidente del Municipio I di Roma, Sabrina Alfonsi, ha imbrattato la sede dell’associazione onlus Pro Vita che aveva affisso dei manifesti inneggianti alla vita. Il presidente PD, abortista, rivendica con orgoglio il gesto, mentre in aula ieri mattina l’associazione ha fatto irruzione nel consiglio. “Alfonsi Dimettiti”, con i membri dell’associazione imbavagliati. “Quale sarebbe la libertà di parola? – si chiede il numero uno di Pro VIta, Toni Brandi – Un vero e proprio assalto alla nostra sede”.

“Gli attacchi che ho ricevuto dimostrano che siamo sulla strada giusta”, commenta la Alfonsi. Dure le opposizioni, stringendosi attorno a Fratelli d’Italia che presenta ufficialmente la mozione di sfiducia e le conseguenti dimissioni della Alfonsi. “Ormai è ridotta a fare la gruppettara dei centri sociali – commentano i consiglieri FdI Tozzi e Esposito – Un tentativo disperato di aggregare i gruppi dell’estrema sinistra in vista del congresso del PD”.

Nella notte Azione Frontale, associazione neofascista, decide di passare al contrattacco. I ragazzi di Azione Frontale sono andati ad affiggere dei manifesti alle porte del Municipio I con la faccia dell’Alfonsi con su scritto: “Pro Vita non si tocca. Quando la politica diventa morte”.

“Un atto dovuto visto l’ignobile gesto della scorsa notte,che il presidente ha fatto sulle vetrine della sede dell’associazione Pro Vita, pubblicizzando la libertà di aborto e quindi la morte – si legge nel comunicato ufficiale di Azione Frontale – La nostra azione fuori al suo Municipio speriamo serva a far aprire gli occhi a tutti quei cittadini che hanno votato un personaggio del genere,nemica della vita che si nasconde dietro un concetto quello della libertà che va in contraddizione con l’aborto”.

La libertà di parola e di espressione sono sacre e garantite. Salvo quando alla sinistra non piace quel che si dice. Gravissimo il gesto dell’Alfonsi, perché confonde ideologia con istituzione. Può un presidente di municipio permettersi di agire in questo modo? Il minimo che può fare è dimettersi e chiedere scusa. 

La Redazione

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