Sgombero Baobab, 136 clandestini portati via dalla polizia. Salvini: “Era una promessa. Dalle parole ai fatti”

Roma, vicino la stazione Tiburtina il centro Baobab era rifugio di disperati e clandestini. Salvini aveva promesso di non voler più tollerare zone franche, oggi lo sgombero. Ghera (Fratelli d’Italia) chiede ulteriori sgombero, a partire dall’ex fabbrica di Penicillina. Nanni (Italia in Comune): “La Raggi è brava a far fare selfie a Salvini”

Gli attivisti del Baobab, centro nei pressi della stazione Tiburtina a Roma, gestivano la tendopoli che accoglieva centinaia di clandestini. Questa mattina la polizia ha sgomberato 136 clandestini dalla tendopoli, distrutta grazie all’intervento di una ruspa. Salvini su Twitter: “Zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate. L’avevamo promesso, lo stiamo facendo. E non è finita qui. Dalle parole ai fatti”. Alcune settimane fa in quella tendopoli un tunisino di venti anni aveva stuprato una cittadina slovacco.
Andrea Costa, coordinatore del Baobab Experience, teme che questa possa essere la chiusura definitiva. Per Dario Nanni, coordinatore di Italia in Comune di Roma e provincia, “La sindaca Raggi si fa dettare la linea da Salvini. Non possiamo infatti dimenticare le posizioni critiche del M5S prese negli anni scorsi rispetto a quelli che venivano definiti interventi inutili e costosi”.
A favore dell’intervento il Movimento Nazionale per la Sovranità, il partito sovranista di Alemanno: “Bene le ruspe al Baobab. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo – sottolinea Giulia Ciapparoni, vicecoordinatrice romana del MNS – Roma non è più disposta a tollerare zone franche di illegalità”.
Fabrizio Ghera, capogruppo in Regione Lazio di Fratelli d’Italia, chiede di andare oltre: “Lo sgombero del Baobab è solo il primo passo. Adesso occorre liberare l’ex fabbrica di Penicillina a Tiburtina”. Quello stabile, occupato da anni da clandestini, è diventato teatro di spaccio e violenze, con l’aggressione di pochi giorni fa ai danni di una troupe giornalistica. Il capogruppo FdI in Municipio IV Gianni Ottaviano e il consigliere Luca Scerbo sottolineano che l’ex fabbrica è “Uno degli stabili che attende di essere liberato ma che ancora sia il Governo che il Comune tentennano ad intervenire”. Oltre lo sgombero invitano l’amministrazione Raggi a “Trovare una soluzione definitiva affinché la struttura non venga nuovamente occupata”.

La Redazione

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