Emergenza rifiuti, Colle del Sole: canalizzare la rabbia

Alla riunione del 20 ottobre a Colle del Sole dell’Associazione Cittadinanza Servizi e Cultura è emersa la strategia per combattere l’emergenza rifiuti: canalizzare la rabbia ed essere propositivi. “Vogliamo chiudere lo stabilimento Ama di Rocca Cencia – ha detto il presidente, Riccardo Fabi – Ma per farlo occorrono proposte, non rivolte”

Colle del Sole si è riunito in assemblea sabato 20 ottobre alla chiesa di via Ollastra Simaxis per discutere del tema rifiuti. Il quartiere è a ridosso degli impianti Colari, Porcarelli e Ama, subisce quotidianamente le molestie olfattive e in cambio riceve l’immondizia per le sue strade. La cosa paradossale? L’assessore all’ambiente del Municipio VI e il consigliere più votato sono entrambi di Colle del Sole.

“Che fine hanno fatto?”, si chiede un cittadino iscritto all’Associazione. La domanda è legittima, perché sia l’Assessore Katia Ziantoni che il consigliere Davide Lanza erano in prima fila per combattere tutto ciò che Rocca Cencia rappresentava e rappresenta: puzza. Per non parlare delle incidenze tumorali, in questo quadrante tra le più alte di Roma. “Abbiamo tutti perso almeno un familiare per tumore – commenta Giovanni Cocco – Dobbiamo riuscire a chiudere Rocca Cencia”. E ad oggi Ziantoni e Lanza risultano latitanti per il quartiere.

A Rocca Cencia insistono tre impianti: uno di Ama e quindi controllato da Roma Capitale, uno di Colari e uno di Porcarelli. Questi ultimi due sono privati e per forza di cose puntano ad avere il maggior numero di conferimenti. Sono infatti 51 i comuni laziali che conferiscono rifiuti a Colari e Porcarelli, che operano quindi le trasferenze: compattano cioè i rifiuti conferiti, li caricano sui camion e partono verso gli inceneritori e i centri di smaltimento. Il paradosso è questo: Roma non riesce a smaltire i suoi rifiuti ma in compenso smaltisce quelli di 51 comuni.

Preparativi per il Consiglio Straordinario

“Giovedì 25 ottobre ci sarà un Consiglio Straordinario in Municipio per parlare del polo industriale di Rocca Cencia – spiega agli iscritti dell’Associazione il presidente, Riccardo Fabi – Ma non dobbiamo andare lì a fare casino. In questo modo faremmo il gioco loro, di chi vuole che Rocca Cencia continui a vivere”. La questione è in effetti complicata. Da un lato il Municipio ha votato la chiusura del polo industriale entro il 2019; dall’altro la Regione Lazio ha messo in piedi un bando per il conferimento dei rifiuti per Rocca Cencia. In mezzo c’è il Comune che non proferisce parola.

Per il Consiglio Straordinario del 25 sono stati quindi invitati tutti gli enti interessati dalla questione rifiuti: la dirigenza Ama, Arpa Lazio, Assessorato (Massimiliano Valeriani, PD) e Presidente Commissione Ambiente (Valerio Novelli, M5S) della Regione Lazio, Assessorato Ambiente (Pinuccia Montanari) e Presidente Commissione Ambiente (Daniele Diaco, M5S) del Comune di Roma, il delegato Ambiente dott. Manna della Città Metropolitana di Roma e il dirigente della Regione Lazio dott.ssa Tosini.

Tutti invitati, quindi. Persino quelli del “fuoco amico”, Municipio contro Comune contro Regione. “Chiederemo al Presidente del Municipio VI di mettersi con la fascia tricolore davanti ai cittadini – spiega Riccardo Fabi – Perché per questo sono stati eletti, per rappresentarci nella battaglia contro Rocca Cencia. È ora che scendano anche contro il loro stesso partito se non ci ascolta”.

Le richieste a Comune e Regione

La proposta di Colle del Sole è arrivare quindi a eliminare i rifiuti indifferenziati e umidi, lasciando soltanto il trattamento di carta e plastica. “È l’ultimo momento per chiedere qualcosa”, commentano Fabi e Cocco. Infatti è in scadenza il contratto servizi Ama e prossimamente dovrà essere riformulato e controfirmato. Allo stato attuale non esiste l’emergenza rifiuti per un motivo molto semplice: dal contratto attuale si evince che Ama ha 29 giorni di tempo per rimuovere la spazzatura. “Una cosa folle – commenta Giovanni Cocco – Un contratto di servizi così non ha senso. Se non interveniamo ora le cose resteranno così come sono per i prossimi anni e non avremo più modo di combattere”.

Qualora si riuscisse a ottenere quanto richiesto, tuttavia, permarrebbe il problema di Colari e Porcarelli. Se Roma smette di conferire umido e indifferenziato a Rocca Cencia ci sarebbero comunque i 51 comuni laziali a conferirli agli impianti privati adiacenti. “Le autorizzazioni a Colari e Porcarelli sono state date dalla Regione Lazio nel 2012 – conclude Riccardo Fabi – Dobbiamo chiedere e fare in modo di ottenere che queste autorizzazioni siano revocate e mai più rinnovate”.

 

La Redazione

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