Così il PD si prende la magistratura. Ermini vicepresidente del CSM

Il Partito Democratico dimentica la democrazia e la separazione dei poteri e si prende il Consiglio Superiore della Magistratura. Costituzionalmente a presiederlo è infatti il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E oggi è stato nominato suo vice il renziano Ermini. L’ira dei Cinque Stelle

Il Partito Democratico allunga la mano sulle toghe e le tinge di rosso. Il Consiglio Superiore della Magistratura diventa “proprietà” esclusiva del PD. Oggi è stato infatti nominato Vicepresidente del CSM il renziano David Ermini, deputato dem per due legislature. Ma come è composto il CSM?

Per costituzione il presidente del Consiglio Superiore della Magistratura è il Presidente della Repubblica, nel nostro caso Sergio Mattarella. Il passato di Mattarella è chiaro: prima di essere stato nominato Presidente è stato Ministro sotto i governi D’Alema, Amato e prima ancora deputato dell’Ulivo o del PD. Un uomo di sinistra, insomma, con un forte legame con l’odierno Partito Democratico.

David Ermini è stato invece deputato, eletto tra le file del PD, nella scorsa legislatura e rieletto in quella attuale. Si è dimesso il 25 settembre e oggi è stato nominato Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. È normale? Per la maggioranza giallo-verde è la politicizzazione delle toghe, e non si hanno tutti i torti. Eppure la costituzione lo prevede, ed Ermini dichiara: “Rispondo solo alla legge e alla Costituzione. Ho chiesto di essere sospeso dal Partito Democratico”.

Esistono i precedenti, non è la prima volta che il Vicepresidente del CSM sia un parlamentare, anzi: quasi sempre è stato così. Alla Camera dei Deputati arrivano infatti gli applausi dal PD, qualche applauso istituzionale da Forza Italia, mentre gli altri sono rimasti immobili.

“Lo hanno votato magistrati di ruolo e membri espressi dal Parlamento. Ma dov’è l’indipendenza? – tuona Di Maio – E avevano pure il coraggio di accusare noi per Foa che non ha mai militato in nessun partito. È incredibile. Ermini è stato eletto a marzo, si è fatto 5 anni in parlamento con il Pd lottando contro le intercettazioni: la riforma che abbiamo bloccato era proprio la sua”.

La Redazione

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